Alessandro e Jeanette
16 settembre 2014

“E Alesando?” Piccola storia del mio incontro con Jeanette


Da stamattina ho iniziato ufficialmente una nuova bellissima avventura, una storia che nel suo piccolo vi voglio raccontare. Ma partiamo dal principio.La bambina che vedete con me in questa doppia foto si chiama Jeanette, l’ho incontrata per la prima volta nell’agosto del 2011, durante la seconda edizione del GOTOTOGO.Fin dai primi giorni del campo organizzato coi bimbi del villaggio, mi si para davanti questa minuscola creaturina, aveva solo 7 anni e non spiaccicava mezza parola di francese, (neanch’io all’epoca ero molto esperto ad essere sinceri).

Durante le 3 settimane passate a Kouvé, non c’è stato verso di liberarmi un secondo di lei; ovunque andassi per la Misericorde mi seguiva, sempre pronta a sfruttare i momenti di pausa da un lavoro o da altro per giocare o ballare con me e con gli altri ragazzi italiani.

Ricordo con affetto le partite di basket (era così piccola che dovevo prenderla in groppa per farle fare canestro), o quando gli ultimi giorni voleva a tutti i costi aiutare me e Nicola impegnati a ristrutturare un muro del Centro Sociale.

Poi la partenza, il ritorno in Italia, e tanti rapporti si sono interrotti, con lei come con altri bambini e ragazzi, e con tanti adulti che ogni anno condividono con noi l’esperienza del viaggio solidale.

Gli anni passano, e per alcuni motivi interrompo i miei ritorni estivi a Kouvé, ma ad ogni GOTOTOGO si ripete un ritornello sempre uguale, raccontato da Andrea, da Carlotta o da Nicola:

“I primi giorni del grest Jeanette ci è venuta incontro, e prima ancora di salutarci ci ha chiesto:
“e Alesando?”
con quella sua pronuncia imprecisa.
E alla nostra risposta negativa, se ne andava via un po’ arrabbiata.

Quest’estate sono finalmente tornato. All’inizio, troppo impegnato in mille faccende, non ho avuto tempo di badare ai bimbi della Misericorde, ma dopo alcuni giorni, un pomeriggio tardi, al tramonto, stavo correndo giù per le scale buie del nostro appartamento per prendere non so cosa, quando una figura nell’ombra mi si para davanti facendomi quasi inciampare.
Nemmeno il tempo di dire qualcosa che sento:
“Alesando!!!!!!”

Era Jeanette, che vedendomi in cortile mi era corsa incontro senza pensarci due volte!
Durante il resto del viaggio ho passato molti bei momenti con lei, è diventata molto amica anche di Martina, tutti e 3 insieme abbiamo fatto delle belle passeggiate al mercato, parlando della scuola, dei suoi genitori che vivono lontano per lavoro, dei suoi sogni.

Oggi, finalmente, ho aderito al Progetto SAD di sostegno a distanza che mi permetterà di contribuire ai suoi studi.

Jeanette ha 10 anni e il suo francese è un po’ migliorato, e anche se è ancora una bimba il mio sogno è quello di saperla un giorno una ragazza forte e pronta a lanciarsi nel mondo, trovando un lavoro al villaggio o, perché no, frequentando l’università e laureandosi.

Forse corro un po’ troppo con la fantasia, ma non posso farci niente, io sono fatto così.
So che la vita per i bambini in Togo può essere dura, e per le bambine forse ancora di più.
Ma da oggi Jeanette avrà un aiuto in più, e scusatemi se ci tengo tanto a dirvelo, è solo perché oggi sono la persona più felice del mondo!