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14 agosto 2014

Qualche pensiero sui bambini dell’orfanotrio e del progetto SAD


Quello che vorrei raccontare oggi mi mette un po’ in difficoltà. Vorrei raccontare nel modo più nitido possibile le emozioni, i sorrisi e le lacrime che questi giorni mi hanno portato, ma mi trovo a inseguire le parole. Le emozioni sono troppe..

Domenica ho incontrato i ventuno ragazzi di Kouve che da alcuni anni sono seguiti da altrettante famiglie italiane grazie al progetto di sostegno a distanza. Sulle loro schede ho visto foto di bimbi come ce ne sono tanti alla Misercorde ; ma davanti a me ho visto oggi ragazzi ormai maturi e affacciati alla vita. É stato davvero gratificante vedere i loro sorrisi, ascoltare le loro novità e raccogliere le loro lettere. Fare da tramite tra due mondi così profondamente uniti…
Ieri invece siamo andati all`orfanotrofio di Aneho a riportare i dieci bimbi che sono stati con noi per tutta la durata del campo estivo. Ogni anno vivono questi giorni come una meravigliosa vacanza, una parentesi di spensieratezza . Riportarli alla loro vita abituale è stato difficile, come lo è sempre stato anche per chi è venuto prima di me.
La struttura che li ospita è grande e attrezzata, ma la quantità di bambini che la occupa è davvero impressionante. E mi ha fatto comprendere il loro così grande bisogno di amore e di affetto.
Il sostegno a distanza li tocca da vicino. Anche per loro ho raccolto fotografie, impressioni e novità per riferirle alle rispettive famiglie italiane. Tutto questo mi ha fatto rendere conto che qualcosa si puó fare davvero. Succede, in Africa, di trovarsi di fronte a situazioni che ti lasciano con un senso di impotenza. Il sostegno a distanza invece è una piccola spinta costante che non cambia la vita di nessuno ma permette a volte di realizzare piccoli sogni.
Io ci credo, credo nel regalare una speranza e un obiettivo a chi non ne ha.
Victoire, Valerie, Theodora, Jean-Marie, Joseph, Clement, Simote e tanti tanti altri aspettano qualcuno che creda in loro.

Marti