I lavori per la costruzione del pozzo
24 marzo 2013

Il pozzo di Vo-koutimé


La recente missione del nostro socio Ferri Raffaele è stata fra l’altro l’occasione per dare attuazione al progetto idrico che la vostra famiglia ha voluto con tanta sensibilità sostenere.
Tra le numerose realtà che conosciamo in territorio togolese, quella della parrocchia di VoKoutime, nel sud-est del Togo, ci è parsa quella che meglio si prestava al progetto. Infatti se da un lato, la diretta conoscenza del parroco don Joel, ci assicurava la serietà e l’affidabilità dell’intervento e dei suoi sviluppi futuri; dall’altro, il territorio stava vivendo una situazione di forte disagio legato alla precarietà delle possibilità di rifornimento idrico. I due pozzi artesiani già presenti sul territorio della parrocchia, scavati anni addietro ad una profondità di 23/25 metri, cominciavano a dare problemi, presentandosi asciutti alla fine della giornata, e rendendo impossibile sino alla mattina seguente il prelievo di anche pochi secchi d’acqua.
Già prima della partenza di Raffaele, dei contatti telefonici avuti con la parrocchia interessata, avevano portato a decidere un intervento innovativo, non più basato sulla tradizionale escavazione manuale di un pozzo artesiano; ma di affidarsi ad uno scavo meccanico a trivella, che avrebbe potuto raggiungere profondità ragguardevoli, tali da raggiungere una falda acquifera idonea dal punto di vista qualitativo e quantitativo, mettendo al sicuro l’approvvigionamento idrico nel tempo.
Già nei primi giorni di gennaio erano cominciati i lavori di trivellazione, che in capo a pochi giorni, hanno raggiunto la profondità di 46 metri, pescando in una abbondante falda. Sono seguiti poi i lavori di intubazione, innesco della pompa, messa in sicurezza dello scavo, ed un primo, provvisorio convogliamento dell’acqua.

Lo scavo con la trivella.

L’intubazione dello scavo.

Lo spurgo dello scavo.

Con Raffaele è stato concordato l’acquisto di un tank da 1000 litri che è stato posto sul tetto della casa parrocchiale, e delle relative tubazioni per la distribuzione dell’acqua, a caduta, ai vari servizi pubblici e privati della parrocchia.
Inoltre con il container appena partito, è stata acquistata un ulteriore cisterna da 1000 litri.
Questa sarà posta sopra una struttura in cemento armato, alta 1,5 metri, che sarà sempre lasciata a disposizione di chiunque, ed in particolare agli alunni della scuola che sorge ad appena 150 metri dalla struttura.
Nei progetti di don Joel, c’è anche la possibilità di usare l’acqua in agricoltura, per meglio sfruttare i vasti terreni che circondano la parrocchia e la scuola.

Don Joel e Raffaele visionano l’impianto chiuso e protetto da una struttura in cemento.

La lettera che don Joel ha voluto scrivere alla vostra famiglia, la sua semplicità, i sogni ed i progetti che lascia trasparire, sono per noi, ma soprattutto per voi, la miglior ricompensa per il vostro gesto e per il nostro semplice ma tenace impegno di Solidarietà Internazionale.
Grazie, grazie veramente di cuore.