michitogo
8 ottobre 2013

E’ solo un arrivederci


L’arrivo dei bambini dall’orfanotrofio di Anehò al centro sociale avviene in serata, accolti da un grande entusiasmo non solo da parte di noi ragazzi di Solidarietà Internazionale, ma di tutti i bambini che “popolano” spesso la Misericordia. Quest’anno siamo riusciti a fare in modo di alzare il numero dei partecipanti, da 10 a 12, e a differenza dell’anno scorso si è trattato di bambini e bambine dagli 8 ai 12 anni, accompagnati da una maestra.

Tra i 12 bambini, abbiamo avuto il piacere di riabbracciare nuovamente i bambini che parteciparono lo scorso anno, ma la cosa sorprendente è che anche i nuovi hanno chiesto di alcuni ragazzi del gototogo 2012, segno che quest’esperienza è stata raccontata al ritorno in orfanotrofio a tutti gli altri nel minimo dettaglio!

Durante tutta la durata del grest, ho avuto modo di constatare quanto questi bambini siano in grado di integrarsi con facilità, partecipando con entusiasmo alle attività e ai giochi, diventando spesso dei piccoli “capi squadra”.

Fuori dal grest, i bambini si sanno gestire in modo autonomo, aiutando sempre le cuciniere della Misericordia.

Dopo cena, la nostra attività preferita è la proiezione di un un film da parte degli animatori della Misericordia, prima della buona notte.

Con loro si crea sempre un rapporto speciale. Sarà perché passiamo insieme 10 giorni dalla mattina alla sera, sarà che la maggior parte di loro richiede sempre affetto e coccole, ma aldilà del sapere da dove vengono, riescono a donarsi e farsi amare come solo i bambini sono in grado di fare.

La mattina del loro ritorno in orfanotrofio è stato proprio un momento speciale.

Molti bambini di Kouvè sono venuti al centro sociale per salutarli, e anche le donne che lavorano alla Misericordia hanno fermato le loro attività per l’ultimo arrivederci, raccomandando loro di comportarsi bene.

Ci siamo divisi su due furgoncini per fare ritorno ad Anehò, e per la loro felicità, abbiamo donato ad ognuno un piccolo pensierino per rendere il viaggio meno pesante: un sacchetto con giocattolini e leccalecca. Un ricordo che mi emoziona è stato quando, prima di arrivare in orfanotrofio, i bimbi ci hanno chiesto di salutare per loro tutti i bambini di Kouvè, ora che avrebbero fatto ritorno a “casa”.

La visita all’orfanotrofio è sempre toccante. Quest’anno sono stati trasferiti in una nuova struttura che si trova leggermente fuori da Anehò, e che a detta dei bambini “è troppo grande”.

L’esterno è molto bello, ci sono grandi spazi per giocare, per le attività, e un gazebo dove i bimbi più piccoli mangiano.

Essendo ancora in fase di costruzione è abitato solo dalle femmine, mentre i lavori per il dormitorio maschile sono ancora agli inizi. Dopo essere rimasti un po’ con loro abbiamo dovuto salutare i nostri piccoli “uomini”, che con le lacrime agli occhi sono stati trasferiti nel vecchio orfanotrofio.

Abbiamo poi proseguito la visita all’interno, visitando le stanze dove le bambine vengono divise per età, trovando la più piccola, che ha un solo mese di vita.

Dopo aver parlato con Suor Vittorina, che si è assicurata circa il comportamento dei bambini e della maestra durante la durata del grest, le bambine ci hanno salutato con un abbraccio e un grande sorriso, rendendo il momento ancora più toccante.

Tuttavia come dice la suora, non bisogna piangere, ma solo sorridere per la bella vacanza passata insieme!

Il nostro in fondo è solo un arrivederci, all’année prochaine.