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4 agosto 2014

Scorci di “Misericordia”


Oggi è domenica e il Cre non c’è. Stamattina molto presto, con i bambini dell’orfanotrofio, siamo andati a messa e ora siamo ritornati al Centro Sociale: Koffi spazza il pavimento canticchiando canzoni strane ; Gio lava alcune magliette con l’acqua del pozzo perchè oggi quella corrente non c’è; Michi dalla terrazza osserva i bambini che giocano e ogni tanto para qualche pallone tirato da Mario, che con la sua maglietta a righe verdi e bianche sembra aver trovato il gioco più divertente del mondo, in realtà dopo qualche minuto si sta già dondolando con il ramo di una palma a mo’ di Tarzan; sotto la nostra terrazza una donna prepara un pollo per il pranzo; un’altra prende un po’ di acqua dal pozzo.

Poco fa abbiamo dato ai bambini un chupa chupa e dall’alto ne vedo ancora qualcuno in bocca, alcuni se lo gustano lentamente, altri ormai mordicchiano semplicemente il bastoncino; Fra medica Serge che si è fatto male ad un’unghia del piede; in cortile Freeman e Clemènt si stuzzicano a vicenda,  Clement scivola in terra, lo guardo aspettando una sua reazione lui mi sorride e corre verso Freeman… troverà sicuramente un modo per vendicarsi; Madda ha al collo una collana che le ha regalato Abel con disegnata una grossa Africa, la indossa soddisfatta; sento la voce di Dami e Fede che chiaccherano e ridono rumorosamente con una decina di bambini che le hanno accerchiate; Chiara guarda velocemente il computer, forse per avere notizie da casa, ma poco dopo scompare, probabilmente sarà scesa anche lei giù con Dami e Fede; Ale ieri è andato in un posto vicino a Lomè per sistemare alcune questioni e tornerà qui oggi pomeriggio perchè stasera siamo stati invitati a cena dalle suore… spero in una super mangiata.

Bruno attraversa il cortile sotto di me e porta sulla spalla un grosso sacco, guarda in alto e mi sorride veloce ; prima di tornare a giocare Serge spia incuriosito quello che scrivo e legge le prime righe ad alta voce con un italiano che mi diverte; Marti stende e cammina avanti e indietro per riempire e svuotare i secchi, poi va a controllare il materiale che servirà domani mattina per il lavoretto: costruiremo con i bambini un caleidoscopio.
Piove.
Madda senza perdere tempo tira un nuovo filo per stendere, riparato questa volta dai pannelli solari che hanno montato in terrazzo l’altro ieri.
Piove forte.
Spostiamo tutto alla svelta e torno in casa, mangio una frittella, Koffi adesso si riposa sul divano e legge qualcosa, Fra suonicchia alla chitarra, da fuori si sentono ancora grida e risa: i bambini se ne fregano della pioggia, anzi, il gioco sembra essere diventato ancora più divertente.

E’ passata quasi una settimana dal nostro arrivo e molto spesso in questi giorni abbiamo tutti notato quanto sia difficile descrivere e raccontare a qualcun altro questa nostra esperienza o più in generale l’Africa: il rischio di banalizzare questa avventura è altissimo perchè le nostre giornate, in realtà, sono caraterizzate di piccoli gesti e semplici attività.

È impossibile descrivere quanto anche un semplice giro in bici per il villaggio possa diventare per noi un momento magico di incontro e di unione.
Per questo la presunzione di riuscire a trasmettervi un assaggio di tutte le emozioni e i pensieri che l’Africa è  capace di regalarci e che sono diventate le nostre stanze di vita quotidiana, rimarrà semplicemente tale : nessun racconto vale l’Africa.