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6 dicembre 2016

Seconda stella a destra, questo è il cammino…


Scrivo questo pezzo a circa un mese dal mio ritorno: forse è passato troppo tempo, forse no. Forse i miei compagni lo aspettavano prima, forse adesso è il momento giusto.

Scrivo questo pezzo dopo essere stato all’evento “Un assaggio d’Africa” organizzato da Solidarietà Internazionale Lombardia, e scopro che tutti i ricordi sono ancora vivi dentro di me. Quell’assaggio non ha fatto altro che alimentare – come paglia sul fuoco -  tutte le emozioni di quei 21 giorni. 

Ritrovo i miei compagni di viaggio che non vedevo da un po’, quei compagni quasi sconosciuti alla partenza e diventati amici al ritorno. E’ stato bello scoprirli giorno dopo giorno così come scoprivo la mia Africa. Insieme abbiamo condiviso molti momenti, gioie e fatiche. Senza di loro non sarebbe stata la stessa cosa. Uno di loro fa partire una canzone: “Come on man”. Per molte persone presenti è solo una canzone come tante, ma per noi no! Ci cerchiamo con gli sguardi e scatta una risata, per noi è la canzone-simbolo del campo. Quando partiva lei dovevi solo correre verso il centro e ballare. Tutto il resto era secondario.

Assaggio del cibo africano e subito mi tornano in mente i pranzi preparati dalle maman e la semplicità di un pranzo fatto di pannocchie, fagioli e farina, rigorosamente mangiati con le mani in perfetto stile togolose. La felicità di quando qualcuno arrivava con un sacchetto pieno di gateau rouges o coco rapè.

Girano dei bambini africani alla festa, una di loro mi guarda con due occhi enormi, sorride e corre via. 

Impossibile non sorridere e riportare la mente a tutti i bambini di Kouvè. A tutti quei nanetti del campo estivo, a quelli che apparivano solo dopo il campo e non se ne andavano fino alla fine del film, a quelli che comunque erano alla Misericordia a giocare – non importa il giorno, loro c’erano -  a quelli che ti salutavano con la mano alta gridando “Yovo” durante i giri in bicicletta per il paese. Si perché il GOTOTOGO non è soltanto un campo estivo, ma un mescolarsi di culture e persone: sono italiani che imparano a salutare in ewe, togolesi che ti salutano con un “Ciao Luca! :)”, italiani che provano goffamente a ballare danze tipiche e togolesi che cantano la canzone “Domani” in un italiano quasi perfetto. Da brividi. Sono italiani che si vestono da togolesi e togolesi che si vestono da italiani, ma soprattutto risate, tante risate. 

Il GOTOTOGO è anche la riscoperta di una realtà semplice e troppo spesso dimenticata. Fatta di una strada lunga e sterrata, di una giornata che finisce con il calare del sole dove ti puoi prendere il tempo di guardare le stelle e revisionare la giornata con i tuoi compagni, di una doccia fatta col secchio e di un pallone capace di attirare tutti a giocare. Non importa che ci siano 30 gradi, non importa che venga giù il diluvio. Si gioca! 

Il GotoTogo è questo e molto altro, impossibile descrivere a parole quello che si provato in  quest’esperienza. Bisogna viverla. Riportatemi là, riportatemi sull’isola che non c’è. 

Luca Cavalli